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“Prorogato il termine di comunicazione della PEC per le società al Registro Imprese .

25/11/2011 | Economia |  Tognana - le imprese avranno modo di avvicinarsi culturalmente al concetto di domicilio informatico come opportunità e non come gravame, e quindi adempiere senza l’assillo di una sanzione, in questo momento poco opportuna senz’altro. -

primo piano Presidente CCIAA Treviso Nicola Tognana

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con una circolare di oggi 25 novembre, ha fornito indicazioni secondo cui non sono da sanzionare le società che comunicheranno il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata al Registro delle Imprese, quantomeno entro il 1° gennaio prossimo.

Il 29 novembre prossimo, in base a normativa del 2008, scadeva infatti l’obbligo per le società iscritte al Registro Imprese alla medesima data del 2008.

Varie circostanze hanno portato ad una situazione per cui, alla imminente scadenza, solo una bassa percentuale di società, sia a livello provinciale che nazionale, abbiano ottemperato a tale obbligo.

Tale adempimento infatti probabilmente non era in questo periodo la prima preoccupazione per le aziende ed ora, con una massiccia concentrazione  delle richieste di attivazione degli indirizzi di posta elettronica certificata ai vari provider abilitati, si sono create situazioni di sovraccarico che inevitabilmente rallentano i tempi.

Purtroppo però il Ministero dello Sviluppo Economico, con una circolare del 3 novembre, in modo tardivo aveva sancito la sanzionabilità del mancato adempimento in capo ai rappresentanti legali delle società.

Con questa ultima circolare si pone rimedio alla situazione ciritica, che avrebbe penalizzato le imprese in modo pesante.

“E’ un segnale importante “ – sottolinea il Presidente Tognana - “ poiché l’indicazione sulla sanzionabilità si collocava in un momento storico particolarmente difficile per il sistema economico, traducendosi in un ulteriore gravame per le imprese. Lo sforzo profuso nel segnalarlo, sia come Camera di Commercio di Treviso che come Unione Regionale, a livello di Unioncamere nazionale, ha trovato ascolto fortunatamente presso il Ministero.

In questo modo le imprese avranno modo di avvicinarsi culturalmente al concetto di domicilio informatico come opportunità e non come gravame, e quindi adempiere senza l’assillo di una sanzione, in questo momento poco opportuna senz’altro”.

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