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Fonte:Ufficio stampa Unioncamere
Roma, 11 agosto 2010 – L’orizzonte estivo si presenta più promettente per le imprese italiane che, dopo il rilancio registrato tra aprile e giugno, guardano al trimestre in corso come a quello del consolidamento dei risultati raggiunti negli ultimi mesi.
Un consolidamento che fa riferimento non solo al buon andamento della domanda estera, ma anche a segnali di risalita della domanda interna, particolarmente incoraggianti se si pensa che si tratta del trimestre estivo, solitamente meno dinamico per motivi di stagionalità delle attività produttive.
E’ questo, in sintesi, il quadro d’insieme che emerge dalle indagini congiunturali del Centro studi di Unioncamere, condotte sulle PMI industriali e sulle imprese del commercio e dei servizi, relative all’andamento del II trimestre del 2010 e alle previsioni per il trimestre successivo.
“L’azienda Italia ha smesso di scendere i tornanti della crisi, ha finalmente imboccato un tratto di strada più rassicurante e si avvia a una seconda metà del 2010 più positiva di quanto previsto a inizio anno. Guai però a distrarsi o a slacciare le cinture di sicurezza”. Così il commento del Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.
“Sul versante industriale, se la nostra vocazione all’export ci aveva fatto accusare con più forza l’impatto della crisi, oggi la ripresa premia chi ha saputo resistere riorganizzandosi, irrobustendo i rapporti di filiera e continuando a investire per innovare.
Resta preoccupante il ritardo delle imprese più piccole, in particolare degli artigiani, che pagano un maggiore isolamento dalle filiere più dinamiche e soprattutto del Mezzogiorno, dove la ripresa appare addirittura allontanarsi.
Sul fronte del commercio – ha proseguito Dardanello - il clima migliore dà certamente più fiducia agli operatori, anche se la bilancia appare molto squilibrata tra la grande distribuzione e i piccoli negozianti. Un tessuto di operatori, questo, indispensabile per la tenuta del territorio e dell’occupazione, soprattutto nelle zone montane e appenniniche meno collegate alle reti della logistica.
Il dato diffusamente positivo dei servizi – ha concluso il presidente di Unioncamere – conferma il cambiamento del clima generale e induce a guardare con più fiducia all’autunno, soprattutto in chiave di recupero dei livelli occupazionali in quelli che sono i settori del domani: dalle tecnologie innovative, all’ambiente, ai servizi alla persona”.
L’indagine congiunturale sull’industria manifatturiera realizzata dal Centro Studi Unioncamere è basata su interviste realizzate trimestralmente su un campione di 1.200 aziende, rappresentative dell’universo delle imprese industriali italiane fino a 500 dipendenti. Nell’indagine, condotta con la tecnica CATI, viene rilevato l’andamento della produzione, fatturato, ordinativi ed export registrato nell’ultimo trimestre, le previsioni per i mesi successivi ed alcune informazioni di carattere organizzativo. I dati sono disaggregabili per area geografica, per classi dimensionali (da 1 - 49 dipendenti e oltre 50 dipendenti) e per settore di attività. La ponderazione delle risposte viene effettuata sul fatturato. L'indagine si caratterizza - rispetto alle rilevazioni già esistenti che riguardano in generale le imprese con più di 10-20 addetti trascurando gli andamenti delle micro-imprese - per il differente punto di osservazione, incentrato sull'andamento delle imprese di minori dimensioni, con particolare attenzione anche alle dinamiche di sviluppo dell'artigianato.