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In una incantevole serata a Venezia si è parlato della donna, interpretata in modo incantevole da uno stilista il cui nome identifica la moda italiana: Gianfranco Ferrè.
A parlarne Maria Luisa Frisa con il suo nuovo libro GIANFRANCO FERRÉ. LEZIONI DI MODA che è stato presentato alla fondazione Bevilaqua La Masa interno 71/C Piazza S.Marco.
Il libro, è il decimo volume della collana Mode, edizioni Marsilio-Fondazione Pitti Discovery
L’incontro è stato organizzato dal corso di laurea in Design della moda dell’Università Iuav di Venezia in collaborazione con:
Fondazione Gianfranco Ferré, Milano - Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia - Camera di Commercio di Treviso
Angela Vettese presidente Fondazione Bevilacqua La Masa ha introdotto la presentazione, sono seguiti gli interventi di Elda Danese che ha raccontato come il libro non sia un libro celebrativo dello stilista ma cerchi di raccontare la moda intepretata dallo stilista creando un importante strumento per la diffusione e la conoscenza della moda italiana.
Roberta Filippini, giornalista Ansa, ha raccontato il modo di intepretare la donna da parte di Ferrè. Dell'andare incontro alla femminilità ai suoi preziosi risvolti, vestendo ogni donna perchè ogni donna fosse unica. Non c'è più nessuno che pensa così a noi , ora invece si è volti a spersonalizzare. Il gioiello per Ferrè era inteso come un pezzo dell'abito era un elemento stilistico. Un uomo colto che - dice - quando gli facevi delle domande iniziava a spiegare. Ricorda l'orgoglio per aver trasformato un materiale povero in un materiale importante. Con questo libro - continua - capiamo l'importanza dell'aver un'idea progetto, della disciplina e della fatica. Ferrè aveva il senso del bello, dell'essere italiano, è lo stilista delle modelle importanti come Naomi Capbell, anch'esse significative e con personalità fortemente caratterizzanti.
Presente Rita Airaghi direttore Fondazione Gianfranco Ferré.
Silvia Trevisan
Il libro Lezioni di moda raccoglie le lecture tenute da Gianfranco Ferré in un arco di tempo che va dal 1994 fino al 2007.
L’ultima risale al 14 giugno 2007, pochi giorni prima della sua scomparsa. I testi sono stati raccolti da Rita Airaghi, prima e preziosa collaboratrice di Ferré e ora direttore della Fondazione Gianfranco Ferré, che sta dando ordine, forma e visibilità a un archivio straordinario per la storia della moda italiana. Il luogo di queste conferenze è il mondo: Londra, Tokyo, Milano, Istanbul, Shangai, Torino, Firenze. Il pubblico è sempre diverso: gli studenti del Politecnico di Milano o del Central Saint Martins College di Londra, oppure il gotha della moda, come in occasione dell’intervento tenuto a Istanbul per una delle Luxury Conference coordinate da Suzy Menkes per l’International Herald Tribune.
Lezioni di moda contiene, oltre ai testi, anche le immagini che Gianfranco Ferré faceva proiettare per dare realtà alle sue parole. In questi testi Ferré racconta le sue pratiche creative: in quanto architetto chiarisce cosa vuol dire dare forma a un’idea, a un’intuizione, tracciare uno schizzo sulla carta e trasformarlo in quel disegno tecnico che è poi il cartamodello dal quale nasce l’abito.
L’impegno che Gianfranco Ferré ha avuto in prima persona nella trasmissione del suo sapere e della sua esperienza è stato unico nel panorama della moda italiana. Oltre a queste lezioni, lo testimoniano anche gli anni d’insegnamento alla Domus Academy negli anni ottanta e la sua Presidenza dell’Accademia di Brera. Rileggere le parole e le riflessioni che Gianfranco Ferré, uno dei grandi protagonisti della moda italiana, ha dedicato al progetto e alle pratiche del fashion design è oggi un’operazione centrale, soprattutto alla luce del nuovo ruolo che stanno assumendo la ricerca universitaria e la didattica nell’ambito della moda.