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La Tribuna di Treviso giovedì 25 marzo. di Enrico Lorenzo Tidon
Cento anni di storia del Club Alpino di Treviso verranno custoditi dalla Fondazione Mazzotti. Nella sede dell’ente in via Marchesan 11 a Treviso, dove è raccolto l’intero patrimonio dello studioso trevigiano Giuseppe Mazzotti - negli spazi concessi dalla Provincia - verranno portati 5.000 tra volumi, carteggi, cartografie, foto e ricordi di memorabili imprese alpinistiche collezionate in un secolo di storia da migliaia di associati del Cai trevigiano.
Un unicum talmente vasto da creare - una volta catalogato - uno dei fondi più grandi a livello italiano, valorizzato e reso fruibile al pubblico di appassionati grazie all’impegno di Fondazione Mazzotti, creando un Centro studi sulla montagna trevigiana che lavorerà grazie al supporto del Cai. Il passo per le due istituzioni cittadine è per certi versi epocale, come ricordato ieri nella presentazione del progetto. «La matrice comune che ci unisce è sicuramente la montagna - ha detto Renzo Secco, presidente del Cai Treviso - una passione condivisa nel profondo dallo stesso Mazzotti, escursionista e amante di questi luoghi destinati ora a venire ricordati e valorizzati grazie all’accordo con la Fondazione, attraverso cui riuniremo sotto un unico tetto tutti i materiali disponibili facendo convergere temi come sport, cultura e difesa dell’ambiente».
Per celebrare il presente e il futuro della montagna trevigiana, si terranno inoltre quattro incontri a tema, a partire dal 6 maggio con inizio alle 18 nella sede di Fondazione Mazzotti con la collaborazione del neonato Centro studi. Il primo tema, affrontato da Daniela Perco del museo etnografico di Belluno, sarà quello riguardante l’antropologia del paesaggio montano.Il 20 maggio Adriano Rasi Caldogno della Regione Veneto interagirà con il pubblico sulle politica regionale per la montagna veneta. Il 3 giugno Paola Berto di Veneto Agricoltura darà voce ai boschi del Veneto, raccontando il passaggio da patrimonio tutelato a risorsa economica. Infine il 17 giugno si parlerà di acqua, montagna e sviluppo economico con Eriberto Ulisse del Centro internazionale civiltà dell’acqua. «L’importanza di custodire in un luogo unico e aperto al pubblico questa ricchissima documentazione funge ormai da richiamo per moltissimi trevigiani - spiega il direttore della Fondazione, Luca Baldin - stiamo ricevendo infatti fondi di elevato valore, da parte di appassionati che non vogliono che anni di ricordi collezionati con amore vengano dispersi con il tempo». Soddisfazione piena anche per il presidente di Fondazione Mazzotti, Giorgio Palesa, che lancia un monito ai futuri governanti della Regione Veneto: «Gli abbiamo inviato 5 domande per capire come intendono valorizzare i musei del Veneto, attraverso quali risorse, quali norme e in che tempi. Inutile sottolineare, infatti. la duplice importanza culturale-economica del nostro vastissimo patrimonio».