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Fondazione Mazzotti una realtà culturale a Treviso cosmopolita.

25/03/2010 | Progetti - eventi |  Intendiamo l'investimento in cultura un investimento in una infrastruttura territoriale perchè risulta un fattore di competitività del territorio per attrarre la buona economia e perchè una terra che è accogliente e attrattiva per la qualità della vita, diventa competitiva a livello mondiale in quanto attrae teste pensanti.

Baldin - Palesa - Secco

La Fondazione Mazzotti si è presentata  alla stampa con due importanti accordi che delineano la pianificazione delle attività per il quinquennio 2010-2015.

Il presidente Palesa ha sottolineato il progetto di rendere la Fondazione Mazzotti cosmopolita e non più una realtà stanziale aprendo l’associazione ai privati e realizzando convenzioni con strutture che – dice- ritenevamo molto interessanti per noi. Ecco l’accordo con Il Cai, con cui – dice- abbiamo deciso di fare qualcosa insieme perché le due strutture sono simili.
Cultura, turismo e nuove tecnologie questo, invece,il motivo dell’accordo con Treviso Tecnologia
.

Palesa è membro della giunta della Camera di Commercio di Treviso e del Consiglio di amministrazione di Treviso Tecnologia. Ho pensato a questo accordo – dice - per collegare cultura, turismo e nuove tecnologie perché il turismo soprattutto  ha bisogno delle nuove tecnologie.

Per quanto riguarda il sito della fondazione Mazzotti, Palesa ha reso noto la collaborazione con la Provincia di Treviso, rinunciando di fatto ad averne uno proprio, per non realizzare l’ennesima realtà web dispersiva, ma unendo le forze ed inserendosi così nel nuovo progetto per il turismo della provincia.

La Fondazione Mazzotti sarà service culturale della provincia di Treviso assieme a Promotreviso.

Luca Baldin direttore della Fondazione Mazzotti ha raccontato l’accordo con Treviso Tecnologia sorto su stimolo del presidente Palesa e sulla base di alcune sollecitazioni avute dallo stesso Baldin in veste di segretario nazionale dell’Icon.

Seguendo le fasi successive del disastro dell’Aquila e in particolar modo  l’evacuazione completa del castello dell’Aquila si è  pensato - dice Baldin- di interrogarci sulle nuove tecnologie quale garanzia, in caso di eventi naturali catastrofici per assicurare la conservazione dei nostri monumenti storici.
L’idea è quella di porre delle etichette elettroniche che aiutino a determinare la tracciabilità delle opere d’arte. Questo progetto, peraltro, ci permette di caricare queste “carte d’identità” dei monumenti  e di divenire consultabili con gli IPOD e i cellulari che sono in grado di dialogare con questa tipologia di strumentazioni.

Etichette elettroniche quindi che  forniscono informazioni non solo all’interno dei musei ma anche fuori con un nuovo concetto di consultazione.

Siamo certi così di avvicianre i giovani alla cultura perchè attratti dalle nuove tecnologie e di unire il virtuale con il reale.

Intendiamo l'investimento in cultura  un investimento in una  infrastruttura territoriale perchè risulta un fattore di competitività del territorio per attrarre la buona economia e perchè una terra che è accogliente e  attrattiva per la qualità della vita, diventa competitiva a livello mondiale in quanto attrae teste pensanti.


Con Treviso Tecnologia abbiamo strutturato un gruppo di lavoro per lavorare su questo tema,- dice Baldin - unitamente a grandi aziende e con il CNR. Il Progetto  con Treviso Tecnologia sarà  sperimentato  inizialmente in provincia di Treviso.

Consulta intervento audio del direttore di Fondazione Mazzotti Luca Baldin

La convezione con il CAI di Treviso riguarda il deposito dell’archivio storico e della biblioteca di cultura alpina presso il Centro documentazione della Fondazione Mazzotti, con l’obiettivo di tutelarlo e di renderlo fruibile a tutti gli interessati mediante un servizio di consultazione offerto dalla Fondazione.  Il fondo è di straordiario interesse, ricco com’è di oltre 5.000 volumi e di documenti di grande rilievo che testimoniano cent’anni di alpinismo trevigiano.

foto dei relatori seduti al tavoloIl presidente Renzo Secco ha  sottolineato l'importanza di questo accordo per la diffusione della cultura della montagna che proprio in questi ultimi anni, in cui vi è una notevole frequentazione, registra purtroppo molte vittime. Un approccio che prima deve essere spirituale, pensando inoltre alla difesa dell’ambiente.

Le montagne venete e in particolare le prealpi trevigiane- afferma -sono un valore proprio perchè, paradossalmente  fino ad ora non sono state ancora  scoperte dall'escursionismo di massa o dalla speculazione e sono da esplorare e da studiare.Ecco perchè l'importanza condivisa nel creare il Centro Studi sulla Montagna Trevigiana per analizzare la nostra montagna e valorizzarne i suoi tesori.

Sono 10 i club alpini - sottolinea Secco- che con numerosi soci, in media 1000, insieme fanno massa critica, per portare la voce delle esigenze della montagna.

Consulta l'intervento audio di Renzo Secco e le conclusioni di Luca Baldin

Già in agenda 4 appuntamenti  che si terranno nella tarda primavera nella sala polivalente della sede della Fondazione di via Marchesan.

Il 6 maggio ore 18
Antropologia del paesaggio Montano
20 maggio ore 18
Una politica regionale per la montagna veneta
3 giugno 2010 ore 18
I boschi del veneto: da patrimonio tutelato a risorsa economica
17 giugno 2010 ore 18
Acqua, montagna e sviluppo economico
Erilberto Eulisse, centro Internazionale Civiltà dell’acqua

Il direttore Baldin ha inoltre aggiunto un’importante considerazione sulla nascente metropoli diffusa che vede il pentagono centrale della regione Veneto: Venezia,Treviso,Castelfranco,Vicenza, Padova quali città diffuse che si incontrano in un’unica area metropolitana. Attorno a questa area metropolitana c'è la green belt costituita dai  colli Euganei, Berici, Lessini, le Prealpi Trevigiane che noi dobbiamo salvaguardare perchè rendono ecologicamnete sostenibile questa grande metropoli, se la intacchiamo creiamo un luogo invivibile. Ecco il significato della convergenza tra CAI e la Fondazione Mazzotti per la sensibilizzare sul valore della montagna.

Presente il vicepresidente della Provincia di Treviso che ha sottolineato l'importanza dell'accordo e della collaborazione con la Provincia di Treviso.


Nel corso della Conferenza stampa è stato presentato il Comitato Scientifico composto da Ulderico Bernardi (Sociologo, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia),  Roberto Santolamazza (Direttore di Treviso Tecnologia), Alberto Prandi (Architetto, docente di Storia della Fotografia allo IUAV), Renzo Secco (Presidente CAI Treviso) e Marco Serena (Avvocato).
Alla direzione della Fondazione è stato confermato Luca Baldin (Museologo, docente alla Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici dell’Università di Siena).

Silvia Trevisan

Dalla Stampa

Il Gazzettino, giovedì 25 marzo 2010. di Michele Miriade 

La tribuna di Treviso, giovedì 25 marzo 2010. di Enrico Lorenzo Tidona

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