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Sanita’: ok giunta veneta a Cittadella sanitaria Ulss 9 Treviso. Sandri: “sanita’ trevigiana proiettata al futuro”.

29/12/2009 | Economia |  Lo studio di fattibilità conferma la destinazione del Cà Foncello mediante un primo intervento per realizzare un monoblocco per le sale operatorie, 600 posti letto chirurgici, il Dipartimento materno-infantile, la centralizzazione dei servizi di diagnostica per immagini ed endoscopia, le terapie intensive, la realizzazione di un nuovo edificio tecnologico vicino al polo della logistica recentemente realizzato.

Fonte: Ufficio stampa Regione Veneto

(AVN) Venezia, 29 dicembre 2009

Via libera da parte della Giunta regionale al progetto per la cittadella sanitaria dell’Ospedale di Treviso. L’esecutivo veneto ha infatti approvato oggi una specifica delibera, proposta dall’Assessore alla Sanità Sandro Sandri, di concerto con il collega ai Lavori Pubblici Massimo Giorgetti, con la quale si definisce “ammissibile e realizzabile” anche con il concorso di capitali privati la proposta avanzata dal Direttore Generale dell’Ulss 9 Claudio Dario e si approva lo studio di fattibilità dell’opera già approvato con delibera del DG il 27 novembre scorso. Il provvedimento è stato trasmesso alla Quinta Commissione del Consiglio regionale per acquisirne il parere.

L’investimento totale previsto è di 224 milioni di euro, dei quali 11 milioni assegnati con una delibera regionale del luglio 2007, 50 milioni ricavati dai fondi Cipe ex articolo 20 (edilizia sanitaria), 40 milioni quale mutuo a carico dall’Ulss 9, 25 milioni ricavati da alienazioni patrimoniali, 98 milioni di finanziamento privato in cambio del quale il concessionario potrà gestire servizi non sanitari, come ristorazione, pulizia, lavanderia, sterilizzazioni, manutenzione delle apparecchiature, gestione energetica.

Con altri 9 milioni di euro della Regione è già stato dato corso alla ristrutturazione del Pronto Soccorso, al restauro di Villa Carisi destinata a sede amministrativa, e alla progettazione del nuovo Distretto di Treviso. “Questo – ha sottolineato Sandri - è un progetto di rilievo storico per l’infrastrutturazione della sanità trevigiana che viene così proiettata al futuro, costruito in intelligenza e lungimiranza, e capace di rivoluzionare in positivo l’organizzazione e la qualità dell’assistenza fornita ai cittadini”.

In sintesi, lo studio di fattibilità conferma la destinazione futura del Cà Foncello mediante un primo intervento per realizzare un monoblocco per le sale operatorie, 600 posti letto chirurgici, il Dipartimento materno-infantile, la centralizzazione dei servizi di diagnostica per immagini ed endoscopia, le terapie intensive, la realizzazione di un nuovo edificio tecnologico vicino al polo della logistica recentemente realizzato.

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