|
E di Dogane e imprese a nord-est in un contesto europeo e mondiale se ne è parlato oggi , 4 dicembre 2009 al BHR Hotel, seminario organizzato da Unindustria Treviso.
Il convegno ha visto il collegamento in teleconferenza con il viceministro Adolfo Urso intervenuto sulla nuova normativa del made in e della tutela della qualità e competitività delle imprese.
Dall’esperienza degli imprenditori molte le informazioni per comprendere le difficoltà incontrate in un mercato che applica in modo differente le medesime norme e usa la dogana come strumento per bloccare il mercato.
Gerolamo Caccia Dominioni amministratore delegato della Benetton Group, sottolinea l’impegno finanziario profuso dal gruppo Benetton per la struttura logistica sul territorio. Affronta la differenza del made in che non racconta solo una provenienza geografica, ma rappresenta tutta la complessità di un sistema industriale, di processi produttivi, che sono differenti da un marchio cinese, perché c’è l’attenzione al controllo del prodotto, dei processi di qualità, è l’espressione del valore aggiunto che un marchio può dare anche in un sistema complesso.
Giuseppe Peleggi Direttore dell’Agenzia delle entrate delle Dogane ben disegna il concetto di dogana e di controlli nel sistema comunitario e globale.
- Non ci deve essere discontinuità di norme tra le piccole e grandi imprese, ma soprattutto - afferma - non ci devono essere norme scollegate con l’Europa. Non possiamo pensare solo alla tutela, ma al ruolo più forte che riesce a dare una politica collocata in un contesto europeo.
Sono 8 milioni i pezzi sequestrati per la tutela del made in Italy, ma i porti del nord Europa sono più aperti che in Italia dove c’è maggiore attenzione alla frode, quindi se un carico è risaputo non passa in Italia ecco che vengono trovati altri porti.
Dobbiamo lavorare in maniera armonizzata a livello comunitario per non favorire altri mercati a nostro discapito-.
L’onorevole Alberto Giorgetti interviene sostenendo che la norma è usata con saggezza quando c’è chiarezza d’intenti.
Il dato oggettivo - continua- è che ci troviamo di fronte ad una fase in cui le risposte sono complesse articolate e selettive.
E’ necessario saper individuare la capacità di spesa, avere strumenti in più per il controllo dei container, delle dogane. In questo settore sono importanti le tecnologie in rete con gli altri stati, per essere in grado di dare un buon supporto per la difesa delle aziende.
E’ indispensabile il confronto costante per perfezionare gli strumenti messi a disposizione dalla pubblica amministrazione.
La competizione dei mercati si risolve con gli accordi territoriali assieme alle associazioni di categoria, per creare norme che tengano conto della realtà territoriale.
La capacità del governo è di riuscire a non appesantire il già complesso sistema di norme, attuando una costante attività di modulazione degli strumenti, con attenzione alla congiuntura economica di questo periodo.
Quindi la capacità e la responsabilità del governo è di saper dosare questi interventi.
De Longhi racconta che i prodotti De Longhi apportano la dicitura "made in China" mentre un proprio concorrente no.
In questo caso gioca la forza del brand De Longhi come garanzia di qualità.
E’ importante non creare troppe regole che possono essere a svantaggio del mercato italiano -dice-. Negli altri paesi infatti una maggiore velocità degli adempimenti porta ad una migliore efficienza delle dogane e quindi ad attrarre investimenti.
L’amministratore delegato della Benetton introduce anche la tematica dell’ esportazione in funzione di una grande impresa ma anche piccola impresa, non bisogna essere attenti - dice - solo alle dinamiche dell’ importazione ma anche dell’esportazione.
E’ più difficile esportare un prodotto made in Italy in Cina che importare in Italia un prodotto made in China. Racconta - ci è rimasto fermo in dogana in Cina un carico perché non rispondeva ai criteri di qualità. E’ un tema allarmante. È necessaria la sinergia comunitaria, ma i tempi si allungano e così ci troviamo in difficoltà operativa - .