Una bella storia aziendale di responsabilità sociale d'impresa a Treviso
14/06/2009 | Progetti - eventi |
Credito Cooperativo Trevigiano
Ancora una volta una bellissima esperienza di responsabilità sociale d’impresa in una azienda del trevigiano, una banca: il Credito Cooperativo Trevigiano.
Siamo al secondo appuntamento degli incontri organizzati dallo sportello Csr della Camera di Commercio di Treviso.
Una modalità nuova per conoscere dalla voce dei protagonisti, il percorso organizzativo aziendale in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa.
Non ci sono solo numeri ma scelte umane per intraprendere tale percorso, l’incontro in azienda riesce a comunicare ciò.
Siamo stati accolti dal responsabile della gestione ambientale Nicola Bernardi e dal Vicepresidente del Credito Cooperativo Trevigiano, nella bellissima Villa Emo, già questa espressione di una visone responsabile di insediamento in un territorio.
Villa Emo infatti è stata acquistata dai soci del Credito trevigiano in un momento in cui si paventava la cessione dei terreni prospicienti per la realizzazione di una cava. Oggi tutto il terreno adiacente è bloccato e non si può costruire.
I principi della responsabilità sociale d’impresa - dice Bernardi - ben si sposano con la realtà del credito trevigiano perché insiti nella natura di una cooperativa. Per statuto troviamo il concetto di territorio, perché il credito cooperativo può operare solo sul territorio di competenza. E il credito cooperativo ha filiali da Treviso a Bassano. Gli obiettivi di crescita sono obiettivi a medio, lungo termine e per statuto è vietato l’uso dei derivati. Così il credito e così anche i suoi clienti, hanno evitato i danni causati da questi strumenti finanziari.
Il territorio torna sempre nel nostro progetto - dice Bernardi - con 1 miliardo di euro di prestiti alla clientela e 1,2 di deposito. Il rapporto tra il patrimonio bancario ed il prestito è del 12%. Il patrimonio rientra nel concetto di cooperativa che ha 140 milioni di euro di riserva indivisibile. L’obiettivo di una crescita solidale e sostenibile è un principio dello statuto del Credito, oltre che promuovere l’educazione al risparmio perché, se non esiste risparmio non esiste crescita. Sono 6.170 i soci , i quali devono appartenere al territorio di competenza. Il socio è la figura centrale per il credito cooperativo e a lui sono rivolte molte delel inziative: sono 22 le assunzioni al credito di figli di soci, che godono anche di incentivi allo studio, prezzi vantaggiosi per i trasporti, organizzazione di visite a mostre e musei per favorire la socializzazione.
E tra i progetti di responsabilità sociale d’impresa: troviamo il sostegno a 21parrocchie, 170 società sportive,50 scuole materne. Il Progetto salute in partnership con il territorio, stage per il progetto alternanza scuola lavoro. Sostegno per le casse rurali in Equador perché si è pensato che, se per noi l'economia rurale è stata motivo di sviluppo, così lo potrà essere anche per queste popolazioni. Tra le varie inizative inoltre ha sostenuto nel 2002, con finanziamenti agevolati, al comitato di Fanzolo il progetto "Palladio disegna il paesaggio".
Una novità che ha colpito i visitatori è stato la particolarità della Soprtello Energia. Oltre ad emettere finanziamenti agevolati per i sistemi energetici a pannelli fotovoltaici, dà consulenza tecnica ai clienti per il calcolo della struttura da applicare.
Per quanto rigurda l'impatto ambientale, tutta la sede è gestita con la domotica . Ogni consumo energetico è registrato ma soprattutto pianificato da un softwer che ottimizza i consumi e evidenzia gli sprechi che ha portato ad un risparmio dell’ 8,5% .
Con la certificazione EMAS che richiede la contabilità ambientale, un importante passo è stato fatto - ci racconta Bernardi - per la quantità procapite dell’uso della carta da 180 kg a 62Kg. Con il servizio di internet Banking sono stati risparmiati 32 quintali di carta. Ottenere la certificazione Emas - dice Bernardi – è stato un percorso importante che ci ha fatto affrontare la mobilità sostenibile, la contabilità ambientale, portandoci a risparmi importanti ed ad un nuovo mopdo di affrontare i consumi.
Nel corso della visita il dott. Bernardi ci ha mostrato gli uffici, per poi proseguire nel corpo centrale della Villa adibita a museo dove una guida turistica ci ha illustrato i dipinti e la storia di villa Emo.
La visita si è conclusa con un buffet presentato in una location davvero unica.
Silvia Trevisan
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