La conciliazione (o la mediazione, se vogliamo utilizzare il termine usato
negli ordinamenti anglosassoni), si pone come strumento di risoluzione alternativa
delle controversie basato fondamentalmente nel rapporto di fiducia che si deve
instaurare tra le parti in lite ed il terzo conciliatore.
E’ uno strumento pertanto che dovrebbe essere caratterizzato da elementi
di fisicità dei contatti con gli attori partecipanti, sui quali spesso
si basa il buon esito finale.
E’ sotto gli occhi di tutti come tale strumento
sia sempre più spesso
individuato dal legislatore come possibile alternativa al ricorso alla giustizia
ordinaria: ne sono esempi le norme in materia telecomunicazioni, di distribuzione
di energia elettrica e gas, in materia di turismo, di rapporti di subfornitura
fino ad arrivare, in tempi recenti, alle controversie in materia societaria
o nei rapporti di franchising.
Ed è ugualmente evidente come gli interventi
legislativi risentano della spinta che l’Unione Europea imprime per incentivare
l’introduzione
e la diffusione della conciliazione.
Infatti la Commissione Europea con diversi provvedimenti (dal Libro Verde in
materia del 2000, alla Raccomandazione del 4 aprile 2001 per citarne solo alcuni)
ha posto particolare attenzione nel considerare la conciliazione come un mezzo
di risoluzione delle controversie commerciali ed in materia di consumo di prioritario
interesse.
Ma la stessa comunità europea si è posta anche il proposito di
stimolare gli stati membri affinché sia favorito, in una fase storica
avviata verso una progressiva globalizzazione dei mercati ove le controversie
commerciali transfrontaliere, soprattutto in materia di consumo e di e-commerce,
diventano sempre più frequenti, l’utilizzo dello strumento informatico
per la gestione anche delle conciliazioni. In sostanza la comunità europea
si pone l’obiettivo in particolare di tutelare in particolare il consumatore
anche nel mercato elettronico globale.
Sono quindi apparsi nel panorama italiano,
per iniziativa della Camere di Commercio in particolare, i primi esempi di
infrastrutture informatiche per la gestione
delle cosiddette ODR (On line Dispute Resolution). Quelli offerti da Milano
e Firenze sono stati i primi esempi.
Curia Mercatorum, dopo una attenta fase di analisi ed osservazione del fenomeno,
ha sviluppato anche’essa un progetto per la realizzazione del portale
WebCuria, che consentirà di gestire on line determinate controversie
e la cui presentazione ufficiale al pubblico è prevista entro il mese
di giugno.
Attraverso il supporto di Treviso Tecnologia, l’Azienda Speciale della
Camera di Commercio di Treviso per l’innovazione tecnologica, è stata
sviluppata una specifica applicazione informatica che si vuole porre come soluzione
di compromesso tra le due principali impostazioni per la realizzazione dell’ODR:
quella cioè gestita tramite messaggistica e quella riferita sostanzialmente
alla chat line.
Con una particolarità caratterizzante però. La fase preliminare
può concludersi antecedentemente l’incontro collegiale e con la
possibilità di gestire quest’ultimo, qualora si tenga, anche attraverso
un sistema di videoconferenza e non di mero colloquio scritto (utilizzando
le applicazioni VOIP).
Il sistema applicativo, caratterizzato ovviamente da sistema di massima protezione
e riservatezza, al quale si accede previa registrazione, prevede ovviamente
la possibilità di attivare ed accettare informaticamente una proposta
di conciliazione, fase dalla quale discende in automatico, attraverso l’intervento
dell’amministratore di sistema (la segreteria di Curia Mercatorum), una
serie di comunicazioni relative alla individuazione del conciliatore, alla
fissazione della data dell’incontro e così via.
Non viene tralasciato peraltro il rispetto per la forma giuridica degli atti
fondamentali, che seppur anticipati via posta elettronica, vengono poi gestiti
anche su supporto cartaceo qualora necessitino di apposite sottoscrizioni (e
da qui si ricava il largo margine di sviluppo del sistema allorché si
renderà diffusa al meglio la firma digitale e saranno fruibili i sistemi
di archiviazione dei documenti in originale informatico rispondenti alle norme
di legge).
Una volta individuato il conciliatore e formato il fascicolo informatico, al
quale hanno esclusivo accesso le parti ed il mediatore ovviamente, è possibile
il dialogo tra i protagonisti indipendentemente dall’incontro: ciò potrebbe
comunque portare al raggiungimento dell’accordo.
Qualora ciò non avvenisse, sarà possibile tenere l’incontro
di conciliazione on line delocalizzato, ognuno dalla propria postazione internet;
esso è impostato secondo le metodologie ordinarie della conciliazione:
incontri congiunti, incontri separati e così via.
Ciò può avvenire in maniera scalare, in relazione alla dotazione
informatica dei partecipanti: dalla semplice chat è possibile passare
alla video conferenza, senza precludere le regole di cui si diceva prima.
La
filosofia che ha spinto alla realizzazione del progetto così come
concepito è quella di offrire da un lato un servizio versatile, duttile,
flessibile, utilizzabile anche da chi ha minima dimestichezza con internet,
dall’altro di mantenere l’impostazione della conciliazione, così come è stata
assimilata nei principi dal confronto con il mondo anglosassone, anche nella
sua gestione on line.
Ma di più: sviluppando il progetto ci si è resi conto che il
sistema, soprattutto per la parte relativa alla videoconferenza, consentirà di
affrontare conciliazioni instaurate in maniera “tradizionale”,
ma che per meri problemi logistici non si sarebbero tenute (si pensi ad alcune
mediazioni in materia di telecomunicazioni od a controversie di modesto valore
o con imprese estere, ove i costi di trasferta a volte superano il valore della
controversia stessa).
Sotto altro profilo, particolare attenzione dovrà essere data alla preparazione
del conciliatore, sia perché deve avere confidenza con il mezzo informatico,
sia perché l’approccio con le parti deve ingenerare il medesimo
rapporto di fiducia che si instaura in una conciliazione “fisica”:
dialogare davanti allo schermo di un computer talvolta può non essere
così rassicurante!
Questa è la nuova sfida che affronta Curia Mercatorum, nel successo
della quale peraltro nutriamo fiducia.
Marco D'Eredità
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Giugno 2005
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