HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
link alla versione accessibile
Percorso:  HOME >  Servizi all'impresa >  Sportello CSR > 
Servizi all'impresa
Il social statement: uno strumento di rendicontazione e monitoraggio della responsabilitą sociale d'impresa

Il «cuore» del Progetto CSR-SC del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è rappresentato dallo strumento del Social Statement: una griglia di lettura definita per valutare e monitorare, in modo volontario, l’impegno e le attività realizzate in tema di responsabilità sociale delle imprese (o corporate social responsibility - CSR) supportando i processi decisionali e attuativi.

Il Social Statement è frutto dell’analisi dei principali standard e iniziative nazionali, europei e internazionali (GRI, SA8000, AA1000, QRES, SEAN, GBS, SIGMA Project, London Bench-marking Group, The Copenhagen Centre, Wertemanagment System ZFW, SERS, Finetica).

Come ribadito nei documenti della Commissione Europea il Social Statement è uno strumento volontario, pensato in primo luogo per guidare le imprese nell’attività di rendicontazione delle proprie prestazioni sociali, standardizzando la modalità di rilevazione e presentazione delle informazioni e favorendo forme di confronto e valutazione dei risultati ottenuti. Mediante la diffusione del Social Statement il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali mira ad accrescere il livello di consapevolezza delle imprese circa i vantaggi derivanti dall’adozione di pratiche di CSR promuovendo la diffusione di una cultura della responsabilità all’interno del sistema industriale. Il Social Statement vuole anche rispondere alle crescenti richieste informative che provengono da molteplici categorie di stakeholder (i portatori d’interesse) sulle tematiche della Corporate Social Responsibility.

La definizione di un strumento di rendicontazione chiaro e consolidato mira a garantire maggiore trasparenza nella comunicazione delle imprese, a tutela dei consumatori e a vantaggio di tutti i cittadini. Il Social Statement vuole essere uno strumento semplice, modulare e flessibile, per consentire a tutte le imprese indipendentemente dalla dimensione, dal settore di appartenenza, dalla natura giuridica, dall’esperienza nell’attività di reporting, ecc. - di aderire al sistema definito dal Governo. In questo ambito, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha voluto dedicare un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono, come è noto, una componente fondamentale del sistema industriale italiano. Si è, dunque, voluto predisporre uno strumento che non vincoli questa categoria di attori, ma parta dalle loro esigenze offrendo nuove interessanti opportunità in chiave gestionale e competitiva. Dalla definizione di CSR formulata nel Libro Verde del 2001 si desume che essere socialmente responsabili implica andare oltre il semplice rispetto della normativa vigente, «investendo “di più” nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le parti interessate».

Il Social Statement si articola in due parti fondamentali:
A. la scheda anagrafica dell’impresa;
B. il set indicatori.

A. La scheda anagrafica dell’impresa
La scheda anagrafica ha l’obiettivo di mettere a fuoco le caratteristiche generali dell’impresa che decide di adottare il Social Statement.
Le principali informazioni richieste sono:

  • nome;
  • natura giuridica dell’organizzazione (SRL, SPA, Cooperativa ecc.);
  • settore di attività (o settori in cui opera in prevalenza);
  • fatturato;
  • sede principale;
  • sedi secondarie;
  • principali mercati di riferimento;
  • numero di dipendenti.
Si richiede inoltre alle imprese di segnalare l’adozione di strumenti quali Codici di Condotta, Sistemi di Gestione (ad esempio, sistemi di qualità, sistemi di gestione dell’ambiente e della sicurezza), certificazioni e report sociali, ambientali e di sostenibilità.
Tali documenti potranno essere allegati al Social Statement per testimoniare l’impegno dell’impresa
sulle tematiche in oggetto.
Il Social Statement, dunque, non si vuole sostituire ad iniziative pubbliche e/o private «riconosciute» sul tema della responsabilità sociale d’impresa, ma deve essere considerato un complemento a questi progetti.
L’approccio indicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si propone se mai di valorizzare tali esperienze, con l’obiettivo finale di favorire maggiore trasparenza e chiarezza nell’informativa verso gli stakeholder.

B. Il set di indicatori
Il set di indicatori è il cuore del Social Statement. I singoli indicatori sono organizzati in un framework articolato su tre livelli in cui si è privilegiato un approccio orientato agli stakeholder. Pertanto il piano dei conti del Social Statement si articola in:

  • categorie: 8 gruppi di stakeholder (Risorse umane, Soci/azionisti/Comunità finanziaria, Clienti, Fornitori, Partner finanziari, Stato/Enti locali/Pubbliche Amministrazioni, Comunità, Ambiente) cui sono rivolti specifiche famiglie (cluster) di indicatori;
  • aspetti: aree tematiche monitorate da gruppi di performance indicator, nell’ambito di una determinata categoria di stakehoder;
  • indicatori: ovvero misure qualitative e quantitative che forniscono informazioni relative a uno specifico aspetto.
    Gli indicatori possono essere qualitativi (ad esempio, laddove si richieda la descrizione di un progetto o di un’iniziativa realizzata dall’azienda) e quantitativi (nei casi in cui l’informazione richiesta debba essere espressa sotto forma numerica - percentuale, ratio, quoziente, dati economici o finanziari, ecc.).

Il set di indicatori è stato inoltre suddiviso in due categorie principali:

  • indicatori comuni (C), che devono essere utilizzati da tutte le imprese per la realizzazione del Social Statement (dalle PMI alle grandi aziende);
  • indicatori addizionali (A), che si possono applicare alle imprese di maggiore dimensione (a partire da 50 dipendenti) in base a specifici criteri, affiancando e integrando gli indicatori comuni.
Il Social Statement vuole essere un’opportunità per guidare le imprese verso obiettivi di eccellenza nelle modalità di rendicontazione di CSR, favorendo il miglioramento continuo delle prestazioni aziendali in questo campo.

Annarita Vitulano
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Aprile 2005



  « Torna indietro » Inizio pagina  Stampa