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Analisi statistico-economica dei depositi brevettuali in provincia di Treviso
La Camera di Commercio di Treviso, continuando la sua attività di rilancio dell'informazione economica in rete, presenta - a mezzo del proprio Ufficio Studi - il paper "Analisi statistico-economica dei depositi brevettuali in provincia di Treviso".

Si tratta di una prima indagine sulla propensione all'innovazione in provincia di Treviso, nei limiti degli aspetti misurabili tramite gli strumenti della proprietà intellettuale, e nella prospettiva di una più ampia rilettura dei temi afferenti l'innovazione.

Il presente paper si articola in tre sezioni:

Nella prima sezione si svolge un inquadramento generale della tematica "innovazione e proprietà intellettuale", precisando anche il ruolo dei diversi strumenti di proprietà intellettuale nella gestione dell'attività di ricerca di un' impresa;

Nella seconda sezione si offre un inquadramento della situazione a livello internazionale e comunitario confrontando i risultati della Comunità europea, in termini di investimenti in R&S, con i risultati di Stati Uniti e Giappone; è inoltre presentato il dettaglio sull'utilizzo dello strumento brevettuale nel settore ICT e la R&S a livello nazionale;

Nella terza sezione il focus si sposta sul livello provinciale con l'analisi della proprietà intellettuale nella Marca, condotta tramite una indagine economico-statistica dei depositi brevettuali afferenti la provincia di Treviso, con opportune comparazioni sia a livello nazionale che a livello regionale; chiude una panoramica sui servizi che operano in provincia di Treviso in tema di proprietà intellettuale.

Depositi brevettuali: la provincia di Treviso e comparazioni

Attraverso l'utilizzo della banca dati SIMBA* è stato possibile ricostruire nel dettaglio la classifica delle prime dieci province italiane per depositi brevettuali distinguendo tra: brevetti per invenzioni, per marchi d'impresa, per modelli di utilità e per modelli ornamentali.

Dai dati riepilogati in tabella, risulta che Treviso si colloca al decimo posto in quanto a peso percentuale del numero dei depositi brevettuali sul totale nazionale nel quinquennio 1998-2002; nelle prime dieci posizioni, peraltro, figurano ben quattro province venete: per ordine, Padova (sesta), Verona (ottava), Vicenza (nona) e Treviso (decima), appunto.

La graduatoria si rivoluziona notevolmente se il criterio in base al quale le province vengono ordinate diventa quello dei soli depositi di brevetto per invenzione: in questo caso infatti, restano pressoché invariate le posizioni di Milano, Torino, Roma e Bologna, mentre recuperano posizioni alcune province venete rispettivamente Padova (quinta), Vicenza (sesta), Treviso (ottava).

I dati di riepilogo della graduatoria delle prime dieci province italiane per tipologia di depositi brevettuali, mettono in evidenza la forte incidenza sul totale, dei depositi per marchi d'impresa, a testimonianza della accresciuta sensibilità da parte degli operatori economici per ciò che attiene la tutela giuridica del proprio segno distintivo, superando così tutte le problematiche connesse all'utilizzo di un marchio di fatto, vale a dire di un marchio che, nel caso di successiva registrazione da parte di un altro operatore economico, tutelerebbe l'impresa solo nei limiti del preuso.

Altro indicatore che è stato calcolato, è il rapporto totale dei depositi brevettuali sul totale sedi di impresa per mille, confrontando il 1998 con il 2002: in questo caso si confermano sostanzialmente le posizioni gia viste per la graduatoria sui depositi totali delle prime dieci province italiane.

Il confronto con le regioni venete mette in evidenza, per quanto riguarda la provincia di Treviso, un miglioramento del risultato in termini di numero totale depositi brevettuali: Treviso infatti, con 1.045 depositi del 2002 rispetto agli 848 depositi del 1998, è la seconda provincia veneta in quanto a depositi superando così Verona con 958 depositi nel 2002.

La situazione rimane invece invariata se la graduatoria viene effettuata considerando solo i depositi per invenzione: ciò conferma la notevole incidenza dei depositi di brevetto per marchio d'impresa per la provincia di Treviso.

Altro interessante indicatore, di cui si tiene conto nell'analisi dell'attività innovativa e dello sviluppo tecnologico di una determinata area geografica, è rappresentato dal "numero di brevetti per abitanti": riepilogando nel dettaglio il confronto Treviso, province venete e Veneto nei tre periodi considerati, vale a dire 1991-1996-2002, emerge ancora una volta il ruolo indiscusso di Padova con 19,0 brevetti ogni 10.000 abitanti, seguita da Treviso con 13,2 brevetti ogni 10.000 abitanti e in terza posizione Vicenza con 12,4 brevetti ogni 10.000 abitanti. Evidenziamo comunque che Treviso emerge rispetto a Vicenza quanto a numero di marchi depositati ogni 10.000 abitanti: rispettivamente 9,6 depositi contro i 7,3 depositi di Vicenza, mentre per quanto riguarda i depositi per invenzione emerge Vicenza rispetto a Treviso con 3,6 depositi contro i 2,1 di Treviso.

Assolutamente interessante, la distribuzione settoriale dei depositi per invenzione in provincia di Treviso nel quinquennio 1998-2002.

Sulla base della classificazione delle attività economiche ATECO, è stata ricostruita la situazione dei settori particolarmente attivi dal punto di vista brevettuale: è emersa una forte coerenza dei dati a livello provinciale con quelli a livello nazionale (prevalgono infatti alcuni settori tra cui: produzione di metalli e loro leghe, macchine e apparecchi di uso domestico, fabbricazione di macchine, apparecchi elettrici e apparecchi di precisione, industria della gomma) fatta esclusione per il settore delle calzature e della lavorazione del cuoio il cui dato risulta fortemente condizionato dalla presenza di un gruppo di imprese molto attive dal punto di vista brevettuale e che incidono notevolmente sul totale del settore.

Per ciò che attiene i depositi per invenzione, continuano ad essere numerosi i depositi di inventori privati, rispetto ai depositi delle aziende: nel 2002 delle 163 invenzioni depositate, 111 riguardavano inventori privati e 52 riguardavano aziende.

Il dato non è certo da interpretarsi in senso negativo in quanto, dietro ogni applicazione, vi è sempre lo sforzo tecnico da parte dell'inventore, e soprattutto bisogna ricordare che anche le applicazioni non sovvenzionate vengono considerate come indicatore del potenziale di invenzione di una determinata area geografica.

La proprietà intellettuale nella Marca: scenari istituzioni e servizi

Il territorio trevigiano, che presenta un elevato tasso di industrializzazione, è notoriamente terreno fertile per le innovazioni di processo e di prodotto.

E' altrettanto vero però che:

  • la presenza sul territorio di molte piccole e medie imprese;
  • l'imitabilità dei prodotti manifatturieri;
  • la natura prevalentemente incrementale delle innovazioni;

ha determinato una prevalente diffidenza verso l'utilizzo dello strumento brevettuale, o perché considerato diseconomico, o per la difficoltà attribuita all'attività di tutela del brevetto sui mercati esteri o perché pensato prevalentemente come "disvelatore" dei segreti aziendali.

Per superare questo atteggiamento e incentivare l'utilizzo dello strumento brevettuale, negli ultimi anni la Camera di Commercio di Treviso e le strutture camerali collegate hanno intrapreso un percorso di miglioramento continuo dei servizi sulla proprietà intellettuale, puntando sul concetto di "servizio integrato" erogato da tre soggetti fondamentali a supporto degli operatori:

  • l'Ufficio Brevetti della Camera di Commercio di Treviso;
  • "Treviso Tecnologia " (azienda speciale della Camera di Commercio di Treviso);
  • l'associazione "Curia Mercatorum" ;

che insieme offrono un servizio integrato sulla proprietà industriale:

  • l'Ente camerale cura, attraverso l'Ufficio Brevetti, tutta la parte delle procedure amministrative per poter depositare un brevetto;
  • Treviso Tecnologia cura le ricerche sullo "stato dell'arte" di un certo settore tecnologico, al fine di poterlo migliorare evitando duplicazioni. Presso Treviso Tecnologia è infatti istituito un centro di informazione brevettuale (Patent Library) che svolge attività di ricerca su ciò che è stato brevettato a livello mondiale e assiste le piccole imprese sull'utilizzo degli strumenti di tutela più adeguati per ciò che l'azienda intende valorizzare;
  • Curia Mercatorum assiste invece le imprese negli eventuali contenziosi per la tutela della proprietà industriale e comunque nelle relazioni giuridiche che possono scaturire dalla gestione dei diritti connessi alla proprietà industriale.

A livello regionale, oltre all'Unione regionale delle Camere di Commercio, è da segnalare la presenza di Eurosportello che gestisce la tematica della proprietà industriale a livello comunitario recependo le informazioni e le norme della Comunità europea riguardanti la materia in questione.

La fiducia riposta nella struttura camerale trevigiana - per la promozione dei servizi integrati a tutela della proprietà intellettuale - è messa in evidenza dai dati riepilogati nel grafico: la percentuale dei depositi dei brevetti per invenzioni da fuori provincia è passato dal 9,6% del 1998 al 23,3% del 2002.

* L'acronimo SIMBA ( Sistema Informativo Marchi Brevetti e Altre tipologie ) si riferisce alla banca dati realizzata da Unioncamere per le Camere di Commercio che permette di caricare i dati relativi alle domande di brevetti, modelli e marchi nonché ai relativi seguiti (riserve,tasse,trascrizioni) presentate alle Camere di Commercio.

di Teresa Viscome
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Aprile 2004

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